IL “MALAMENTI”

IL “MALAMENTI”                                                UL “MALAMÉNTI

 

Non si vede                                                           Al sa édi nón

ma gira nell’aria                                                    ma al gira a l’è in du áia

e fa dei gran danni                                                e al fá di gran dagn

non solo ai vecchi come me                                    nón dumá ai vegi tème mén

ma a tutte le persone                                            ma a tüci i parsòn

del mondo.                                                            dul móndu.

 

Non guarda in faccia                                           Al guarda in fácia

a nessuno                                                              a nissögn

a chi tocca…                                                         a chi gha tuca…

“l’è un gran stremizi”.                                             “l’è ‘n gran stremizzi”.

 

Le autorità ci dicono                                              I uturitá gha disan

di non stare in mezzo alla gente,                           da stá nón in mèzzu a i egénti,

di coprirsi la faccia                                               da cuertássi metà fácia

con uno “strascett” per non                                   cunt’un “strascètu” par fá

fare entrare in bocca il “malaménti”                      ‘ndá dentar nón in bùca ul “malaménti”

di non toccare gli altri                                          da tucá nissögn, sa pòdi nón nanca

né stringere la mano.                                            strengi ‘na man in sègn da salüdu.

 

L’unica mano che può                                              L’unica man cha la pòdi

fermare il “malamenti”                                           fermá ul “malaménti”

è quella della Madonna dell’Aiuto                           a l’è chèla dàa Madòna du Aütu

che ha salvato Büsti                                                cha l’ha già salvà Büsti

dalla peste.                                                             dàa pésti.

 

 

Un sentito ringraziamento ai signori Gianantonio Mazzucchelli per il bozzetto della Giöbia, Pierangela Botta per la composizione della poesia ed Angelo Crespi Masén per la traduzione in dialetto bustocco.

Giöbia 2021

Cari Soci, cari Amici, 

anche quest’anno vogliamo ricordare con Voi la festività della Giöbia, anche se non in presenza con il solito pupazzo da bruciare in allegria… 

Vi proponiamo una poesia in dialetto bustocco che parla di questo periodo angosciante a causa del “Virus”, ma comunica anche la speranza e la certezza che la Madonna dell’Aiuto aiuterà tutti i Bustocchi a guardare con fiducia al futuro. 

Buona Giöbia!! 

                                                                                       La Famiglia Bustocca 

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Teatro Auditorium “G. Verdi” – Milano

Teatro Auditorium “G. Verdi” – Milano

A soci e amici,

Anche la musica non ci mancherà, non dimenticando la presenza non richiesta del coronavirus,ma saremo,ancora una volta,sempre in platea,sempre di giovedì (tranne di mercoledì per il Messia) all’Auditorium “G. Verdi ” di Milano.

Non poteva mancare il nostro appuntamento col Messiah, per dare il senso del Natale, ancora più prezioso e significativo quest’anno, come ricordo di chi non c’è più e supplica fiduciosa di chi rimane e deve proseguire.

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Malcesine – 7 Novembre 2020

Sabato 7 Novembre 202 a

MALCESINE e PIEVE DI TREMOSINE

 

Ci lasceremo anche noi incantare come Goethe o Virgilio o Klimt dal Lago di Garda perché il vento, l’acqua, i borghi, le limonaie ci creano emozione: tutto è meraviglia e tutto appare in armonia con la natura e il divino?

Certamente, e andremo per un incontro con il borgo di MALCESINE, tra oliveti e giardini sulla sponda veronese, dominato dal castello scaligero sulla rupe affiorante dall’acqua, perfettamente conservato che svetta quasi a dominare il lago. È l’inizio dell’itinerario descritto da Goethe nel suo famosissimo “Viaggio in Italia”: tutto intorno si snoda il nucleo urbano in un dedalo di vicoli e piazzette immortalate dalla tela di Klimt. Tra gli edifici c’è il Palazzo quattrocentesco dei Capitani sul porticciolo, ricco di affreschi, sede oggi del municipio, e un po’ più discostata la chiesa di Santo Stefano. Se ce lo permettessero si potrebbero ammirare le sale affrescate delle sedute cinquecentesche del Palazzo dei Capitani.

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Bologna – 17 ottobre 2020

BOLOGNA – Sabato 17 Ottbre 2020

alla riscoperta di un “capolavoro” e a

Santa Maria della Vita

 

A Palazzo Fava, da poco restaurato e a suo tempo affrescato dai Carracci, dove dopo 300 anni torna il Polittico Griffoni di Francesco del Cosso e di Ercole de’ Roberti, dipinti tra il 1469 e il 1473, opera magistrale composta da 16 tavole raffiguranti parecchi santi, commissionate da Floriano Griffoni per la cappella di famiglia nella basilica di San Petronio.

E’ un piccolo miracolo, o meglio, un capolavoro di Genus Bononiae e del suo presidente Roversi Monaco che è riuscito ad ottenere dai musei italiani e del mondo il prestito delle tavole che componevano il polittico, smembrato nel ‘700.

All’inizio del percorso c’è una sezione dedicata ai polittici tra Trecento e Quattrocento.

Ci illustrerà ogni particolare necessario la guida che avremo lungo tutto il percorso della mostra.

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Teatro Openjobmetis – Varese

Teatro OPENJOBMETIS – Varese – Domenica 4 Ottobre 2020

TOSCA

Opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini

Libretto di V. Sardou, L. Illica, G. Giacosa

Orchestra delle Terre Verdiane diretta dal Maestro Stefano Giaroli

Regia di Serena Nardi

Il libretto deriva dal dramma La Tosca di Sardou e il suo successo iniziò al Teatro dei Filodrammatici di Milano nel 1889 e poi, completata in alcune parti, nel gennaio 1900 fu rappresentata a Roma.

Il trionfo fu in seguito ovunque e questa data è oggi considerata come un punto di svolta nella musica italiana, il vero inizio del dramma in musica di stile italiano del XX secolo.

Tosca è considerata l’opera più drammatica di Puccini, ricca com’è di colpi di scena e di trovate che tengono lo spettatore in costante tensione in una vicenda ambientata a Roma tra la chiesa di S. Andrea della Valle, Palazzo Farnese e Castel Sant’Angelo in un unico giorno: il 14 giugno 1800.

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Ricordi di Venezia 2018

Cari Soci, cari Amici, 

prosegue il nostro viaggio virtuale attraverso le località visitate negli ultimi anni con la Famiglia Bustocca. Oggi raggiungiamo Venezia, la Serenissima, città particolarmente ricca di musei ed edifici storici di grande valore artistico e culturale, dichiarata dall’Unesco, insieme alla sua laguna, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Una passeggiata per calli, campi e campielli ci fa conoscere una Venezia insolita, autentica, quella che ci permette di godere dell’atmosfera come la vivono quotidianamente i suoi abitanti, una Venezia con i suoi edifici colorati, i vicoli silenziosi con i panni stesi e i ponti che facilitano gli spostamenti tra una riva e l’altra, una Venezia che conserva un Ghetto ebraico che affonda le sue radici nella notte dei tempi e che sorge su una piccola isola circondata da canali, i cui accessi avvengono solo tramite due ponti. In corrispondenza di questi, nei tempi passati, esistevano dei robusti cancelli, che venivano chiusi e sorvegliati di notte, poiché agli abitanti era permesso uscire dal quartiere solo di giorno e con dei segni distintivi. 

Tuttavia, per respirare la vera magia di Venezia, ammirare dall’acqua i maestosi palazzi che si affacciano sui canali, passare al di sotto degli antichi ponti, non ci resta che salire su una romantica gondola e catturare gli scorci più insoliti e pittoreschi da questa privilegiata prospettiva. 

Troverete il video di questo viaggio su YouTube al seguente link: 

Vi aspettiamo per la prossima passeggiata “virtuale”. 

A presto

                                                                              La Famiglia Bustocca

Ricordi di Orvieto e Spoleto 2018

 

Cari Soci, cari Amici,

continuiamo la nostra passeggiata virtuale attraverso le immagini di alcuni viaggi culturali effettuati dalla Famiglia Bustocca negli anni passati. Oggi ci spingiamo nella verde Umbria, ad Orvieto e Spoleto.

Orvieto ci appare in tutta la sua bellezza: abbarbicata su una rupe di tufo e sovrastata dal Duomo, dalla splendida facciata a mosaico, nel cui interno, nella Cappella di San Brizio, è conservato un ciclo di affreschi di Luca Signorelli. Orvieto non ci affascina solo per il dedalo delle sue stradine su cui si affacciano i negozietti di artigianato locale, ma anche perché il suo sottosuolo cela un’altra città contrapposta a quella “visibile”: una rete di grotte sotterranee, pozzi, cunicoli che si aprono all’interno delle pareti tufacee, testimonianza delle radici etrusche della cittadina, in cui trionfano il mistero e l’oscurità.

Proseguiamo alla volta di Spoleto, la città del “Festival dei Due Mondi”, creato dal Maestro Giancarlo Menotti, dove, nella piazza antistante il Duomo dall’antico e bellissimo aspetto romanico, artisti di tutto il mondo si esibiscono in concerti, danze e spettacoli. Dalla Rocca Albornoziana che sorge alla sommità del colle Sant’Elia si domina la cittadina che fu colonia romana, come ci testimoniano l’Arco di Druso e Germanico, arco romano che introduceva al foro, e il Teatro Romano che viene ancora utilizzato per spettacoli e rappresentazioni varie, e divenne in seguito capitale del Ducato Longobardo che, insieme al Ducato di Benevento, costituiva la Langobardia Minor.

Troverete il video di questo viaggio su YouTube al seguente link: 

Vi aspettiamo per la prossima passeggiata “virtuale”. 

A presto

                                                                            La Famiglia Bustocca

Ricordando la nostra gita a Urbino e dintorni

Cari Soci, cari Amici,

come Vi avevamo anticipato tempo fa, Vi inviamo alcune immagini dei viaggi culturali effettuati dalla Famiglia Bustocca negli anni passati. Ci terranno un po’ di  compagnia nella speranza di poter presto di nuovo viaggiare alla scoperta delle bellezze della nostra Italia.

Iniziamo con la visita di Urbino, Gradara e San Leo dell’aprile 2019. Potrete passeggiare “virtualmente” anche Voi tra le ripide e strette strade del centro storico su cui si affacciano tutti gli edifici della Urbino rinascimentale, tra cui il magnifico Palazzo Ducale, scoprire, poi, il Castello e il borgo di Gradara che fecero da cornice alla storia d’amore di Paolo e Francesca ed infine salire fino alla Rocca di San Leo, luogo di detenzione del Conte Cagliostro.

Troverete il video di questo viaggio su YouTube al seguente link:

https://youtu.be/Awo-3-88FaU

Vi anticipiamo, inoltre, che la nostra Associazione sta preparando nuove iniziative in sicurezza per l’autunno che speriamo possa essere sereno e normale.

A tutti un ricordo amichevole

La Famiglia Bustocca